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Gioacchino Volpe

Note biografiche

Fonte: PAGANICA ATTRAVERSO I SECOLI
Autore: Sac. Ercolino lovenitti
Paganica-L’Aquila 1973

GIOACCHINO VOLPE Nato il 16 Febbraio 1876 fu battezzato il “Die 20 Februarii 1876. Ego infrascriptus baptizavi infantem natum ex coniugibus lacobo Volpe et Bianca Mori cui impositum fuit nomen IOACHIM, Alfredus, Antonius. Patrinus fuit D. Antonius Canali. Vincentius Gualtieri - Parochus “. (Archivio Parrocchia Paganica - Liber Baptizatorum, Anno 1876. “Laureato in Lettere; professore di Storia Moderna all’Accademia Scientifico -Letteraria di Milano nel 1906; dal 1924 tenne cattedra nella Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Roma per la Storia Politica moderna; già Direttore della Rivista Storica Italiana; Direttore della Sezione di Storia Moderna dell’ Enciclopedia Italiana; membro dell’Accademia dei Licei e dell’Accademia d’Italia; pubblicista (” Corriere della Sera “, ” II Tempo” ). Pubblicò molto: ” Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medioevale italiana, sec. XI-XIV” (Firenze, 1922); ” Medio Evo italiano ” ( Firenze, 1923); ” Fra Storia e politica ” ( Roma, 1924 ); ” il Medioevo” (   Firenze, 1927 - 1958 ); ” Storia degli Italiani e dell’Italia ” ( Milano, 1933 ); ” Italia moderna ” (Firenze, 1934-1952, voi. 3 ); ” L’Italia che fu ” ( Milano, 1961 ); ” L’Italia in cammino ” ” L’ultimo cinquantennio ” ( Milano, 1928 ); ” II Popolo italiano tra la pace e la guerra 1914-15 ” ( Milano, 1940 ); “Ritorno al Paese ” ( Paganica ). ” Memorie intime “; ” La Civiltà veneziana nel trecento ” ( Firenze, 1956 ) “. ( Simari Roberto, Chi è d’Abruzzo, Editrice D’Amato, Sulmona 1966 ). Le sue pubblicazioni raggiungono il numero di circa cinquanta. I suoi studi più profondi furono sulle Istituzioni Comunali del Medio Evo che lo hanno reso famoso nel mondo culturale. E’ morto il 1° Ottobre 1971 a S. Arcangelo di Romagna all’età di 95 anni. Molto è stato scritto su di lui. Benedetto Croce lo collocò ” fra i maggiori esponenti degli studi storici italiani, per vigore d’ingegno, calore d’animo e doti di scrittura”.

Resoconto biografico

Nasce a Paganica il 16 febbraio 1876, finite le scuole elementari si trasferì inizialmente a L’Aquila, per continuare gli studi e successivamente si stabilì con la famiglia a Santarcangelo di Romagna.

Conseguita la maturità, nel 1895 si iscrisse all’Università di Pisa, presso la Scuola Normale e fu allievo di Amedeo Crivellucci, con cui discusse la tesi di laurea e sulla cui rivista Studi storici, pubblicò i suoi primi lavori dedicati alla storia di Pisa medievale. E fu proprio a Pisa che conobbe Giovanni Gentile, anch’egli allievo del Crivellucci.

Dal 1906 fu professore di storia moderna nell’Accademia scientifico-letteraria di Milano e poi nell’università di Roma dal 1924 al 1940.

Prese parte come ufficiale alla prima guerra mondiale, ricevendo una medaglia d’argento al valore.

Di orientamento nazionalista e monarchico, nel dopoguerra si avvicinò al fascismo, per il quale fu deputato al Parlamento nella XXVII legislatura (1924 - 1929), e nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali fascisti.

Durante il regime svolse un ruolo importante, ma gli è generalmente riconosciuto il merito di aver conservato un atteggiamento equilibrato.

Diresse fino al 1943 la Scuola di storia moderna e contemporanea e fu direttore della sezione Storia medievale e moderna della Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1937. Fu segretario generale dell’Accademia d’Italia dal 1929 al 1934 e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1935 al 1946.

Con la Liberazione fu allontanato dall’insegnamento e si dedicò completamente agli studi storici.

Commemorando la sua figura nel 1976, in occasione del centenario della nascita, Luigi Volpicelli affermò: “Il fascismo settario della provincia italiana, quello prepotente e interessato della piccola borghesia, il fascismo corruttore e irresponsabile degli affari del capitalismo, l’altro antisemita dei razzisti, nulla ebbero mai a vedere con Lui”.

Per i suoi meriti scientifici Umberto II (dall’esilio) lo insignì dell’Ordine civile di Savoia, la più alta onorificenza sabauda, successivamente il Sovrano gli attribuì anche il titolo nobiliare di conte.

Muore a Santarcangelo di Romagna nel 1971.

Documenti

Gli interessi storiografici del Volpe nel corso degli anni si andarono spostando dal Medioevo all’età contemporanea. Formatosi alla scuola “positivistica” del Crivellucci, i suoi lavori furono sempre contrassegnati da una forte considerazione dei fattori economico-sociali delle vicende storiche. La sua opera maggiore è considerata “Italia moderna”, in 3 volumi pubblicati dal 1949 al 1952. Una lista anche non completa delle sue opere può dare un’idea della vastità e della varietà della sua produzione.